FRANCO FIORILLO (L'Aquila 03-01-1962). 1985 Diploma in Pittura all'Accademia di Belle Arti (110 e lode / 110). 1985 Premio Speciale per le Accademie di Belle Arti nell'Expo Arte di Bari. Ha partecipato ad importanti manifestazioni artistiche collaborando con alcuni tra i maggiori artisti internazionali. Lavora a L'Aquila e Roma.
tel. +39 3384980528 #9; tel.fax + 39 862420571 #9; e-mail dabxfi@tin.it
Principali partecipazioni artistiche:
Principali partecipazioni artistiche:
2006: “I love Abruzzo” (Pescara, Ex Cofa); “godart2006”(Pescara, MuseoLab); “Arte in fabbrica” (Atessa (Ch, sedi varie); “Index” (Chieti, Palazzo Sanità di Toppi);
2005: ”HAPPY BIRTHDAY MISTER JOHNS!” (Napoli, 404 Arte contemporanea - sedi varie); ”Passaggio a sud” (Spoltore-Pescara); “Abruzzo Felix” (Frisa, sedi varie)
2004: ”Di Infinita dolcezza”(Monteprandone – AP, Sedi Varie);”Collezione Permanente” (Città S. Angelo - Pescara, Museo Laboratorio);”FORME ANIMALI- Warning colours” (L’Aquila, Basilica S. Maria di Collemaggio
2003: "Godart 2003" (Città S.Angelo Pescara, Museo Laboratorio)
"LEAVES" (Salerno, sedi varie)
"STANZE APERTE" (Altidona - AP,
Sedi Varie)
2002: "Leafletting" (Napoli, web, sedi varie)
"Short Stories" (Chieti, Museo La civitella)
"ByPass" (Monteprandone,
Palazzo Parissi)
"Oreste Provisions-Le Tribù dell'Arte" (Roma, GCAM, Ex Peroni)
"Cartolina per Napoli" (Napoli, Palazzo Reale)
"ITINERARI D'ARTE" (Francavilla al Mare - CH, MU.MI)
"LEAVES" (L'Aquila, MUSPAC Museo Sperimentale d'Arte Contemporanea)
"Remembering Che" (Cava de' Tirreni - SA)
"I GIOCHI E LE FIABE" (Città S. Angelo - Pescara, Museo Laboratorio)
"Hypèrsuoni" (S. Benedetto in Perillis - AQ)
"Lo Scandalo dello Spirito" (L'Aquila, Forte Spagnolo)
"FRAMMENTI: l''etimo ricostruito" (S. Gregorio da Sassola - Roma, Acquedotto Anio Vetus)
"A fior di pelle" (Ortona - Chieti, Galleria NewZone)
1999: "Sessanta Artisti per Arte 2000" (Roma, Temple Gallery)
"BACINONAPOLI" (Napoli, Sedi varie)
"Modus Mediandi" (Roma, Raccolta Multimedia)
"Oreste alla Biennale" (Venezia, 48° Biennale di Arti Visive)
"Artisti&venti" (L'Aquila, Forte Spagnolo)
"BACINONAPOLI" (Roma, Galleria Primo Piano)
"Pro Audi" (Abbazia di Fossanova - Latina)
"Godimenti d'Arte" (Città S. Angelo - Pescara, Museo Laboratorio)
1998: "SAXULA-Postazioni d'Arte Contemporanea-" (S.Gregorio da Sassola
Roma, Castello Brancaccio)
"Artisti all'Opera" (Pescara, teatro D'Annunzio)
"Castrum Sancti Angeli" (Castel Madama - Roma, Castello Orsini)
"Aniene. percorsi del senso" (Tivoli, ex Cartiera Marziale)
1997:"Lavori in corso (d'opera)" (L'Aquila, C.D.A.P.C. Angelus Novus)
"Tracce" (Napoli, Studio Verrina)
"Incontro di culture" (Roma, Stadio Flaminio)
"Della Spiritualità nell'Arte" (L'Aquila, MUSPAC
Museo Sperimentale d'Arte Contemporanea)
1996: "In Chartis" (L'Aquila, C.D.A.P.C. Angelus Novus)
"Ordine e caos" (Scisciano-Napoli, Museo Possibile)
"Spedisci un Video" (Napoli, Galleria Vera Vita Gioia)
"Tempi Ultimi" (Penne, sedi varie)
"Senso non Senso" (Roma, XII Quadriennale)
"Ad Usum Fabricae" (L'Aquila, MUSPAC-sedi varie)
"L'Isola del Tesoro" (Bologna, Studio Cristofori)
1995: #9; "Agravitazionale" (L'Aquila, Forte Spagnolo)
"Merende D'Arte" (Pescara, Florian Espace)
1994: #9; "Agravitazionale" (Rimini, Sala delle Colonne)
"Equinozio D'Autunno" (Torino, Castello di Rivara-Galleria Franz Paludetto)
1993: #9; "Il Guerriero, il Cavallo e il Verso Immortale" (Popoli, Taverna Ducale)
"ParaBellum" (L'Aquila, Centro Multimediale)
"ArteRoma" (Roma-Eur, Palazzo della Civiltà Italiana)
1992: "Agravitazionale", 6 Artisti (Biella, Galleria Atrium)
"Agravitazionale", 5 Artisti (Bologna, Galleria Tenza)
"Biennale d'Arte Città di Penne" (Penne, sedi varie)
"Sintetica" (Pescara, tenda Expo)
1991: "Agravitazionale" (Ferrara, Palazzo dei Diamanti)
1990: #9; "PULCINELLA Divertissement"(L'Aquila, Angelus Novus)
"Agravitazionale" (Ortona, Palazzo Farnese)
"EIAC" (Firenze, Centro Affari)
1987: "Alternative Attuali" (L'Aquila, Forte Spagnolo)
1986: "Mito / Magia" (Alatri, Acropoli)
"Giovani Artisti Italiani ad Atene" (Atene, Associazione degli Artisti Greci)
"CARRO DI FUOCO" - estrapolazione per Affresco e Fosforo (Assisi,
Basilica Superiore di San Francesco)
1985: #9; "Expo Arte" (Bari)
1984: "Metropoli & Suono" (L'Aquila, Sedi Varie)
"Expo Arte" (Bari)
1983: "10 ARTISTI SU TELA" - 180 minuti di pittura collettiva stimolata - (L'Aquila, Forte Spagnolo)
1982: Performance di Pittura nella "Gran Serata Futurista"di Fabio Mauri
(Roma, Teatro Olimpico - Domenica in...RaiUno - Milano, Teatro Nuovo)
Elio Filippo Accrocca, Paolo Balmas, Sonia Barone, Massimo Bignardi, Rossana Bossaglia, Luciano Caramel, Claudio Cerritelli, Angela Ciano, Francesco Cipriano, Enrico Crispolti, Ada Patrizia Fiorillo, Antonio Gasbarrini, Pietro Marino, Adriana Martino, GianMarco Montesano, Vincenzo Perna, Roberta Ridolfi, Dario Salani, Elisabetta Sonnino, Lucia Spadano, Leo Strozzieri, Ludovico Pratesi, Marcello Venturoli, Antonio Zimarino.
Flash Art / Paris Beaux Arts / Art Diary Italia (ed. Politi) / Il Giornale dell'Arte / ART IN ITALY / Segno / La Repubblica / Avvenire / La Nazione / "Sipario" / Il Tempo / Il Messaggero / Il Centro / Abruzzo A-Z / Il Corriere Laziale / L'Eco della Riviera / La Provincia di Frosinone Eco d'Arte Moderna / Il Resto Del Carlino / Arte / Uomo Manager / Il Denaro / RAI UNO / RAI DUE / RAI TRE / TVUNO / BTV / TeleFrosinone / Catalogo Expo Arte (1984 ed. Safra, Bari) / Catalogo Expo Arte (1985 ed. Safra, Bari) / Catalogo Scuole di Pittura (1985 ed. ArtePresente, Caserta) / Catalogo Mostra Premio Expo Arte (1985 ed. Amm.ne Prov.le, Frosinone) / Catalogo "Giovani Artisti Italiani ad Atene" (1986 ed. Amm.ne Prov.le, Frosinone) / Catalogo "Alternative Attuali" (1987 ed. Mazzotta, Milano) / <<10 a.m.-1 p.m.>> (Catalogo e Videotape 1990 ed. Angelus Novus, L'Aquila) / Catalogo EIAC (1990 ed. Arte Studio, Firenze) / Catalogo "Arte Agravitazionale" (1991 ed. Adriano Parise, Verona) / Videocatalogo "Agravitazionale" (1991 ed. Angelus Novus, L'Aquila) / Catalogo XLII Rassegna G.B. Salvi, Sassoferrato (An) / Catalogo "XI Biennale di Penne" Comune di Penne, Ed'A / Catalogo "ArteRoma" (1993, Studio5 Roma) / Catalogo "Montone tra il Sole e la Luna" (1994 Montone-Teramo) / Catalogo "Fuori Uso '94" (Galleria Cesare Manzo, Pescara) / Catalogo "Rocco Dicillo" (1996, Triggiano-Bari)/ Catalogo "Tempi Ultimi" (1996, Umberto Sala Editore) / Guida ai musei d'Abruzzo - Museo Sperimentale d'Arte Contemporanea MUSPAC (GTE) / ArtEtra (MUSPAC)/ Catalogo "Teatrarte '98" (1998, Umberto Sala Editore) / Pompeiorama (Electa Napoli) / Iride.TO / Oreste alla Biennale/ Catalogo "Artisti&venti" (Angelus Novus) / Catalogo "PRO AUDI (1999, Abbazia di Fossanova -LT) /Catalogo "Rassegna internazionale del libro d'Artista, (2000, "il Quartiere Edizioni,Napoli ) / "Leaves", (1999 ed. Spazioimmagine Arte Contemporanea, Foligno -PG) / Catalogo e CD rom "Cartolina per Napoli" (2000, edizioni Artexarte, Napoli)/ Catalogo "I giochi e le fiabe", 2000, Umberto Sala Editore)/ Catalogo e CD rom "Remembering Che" (2000, Artecnica Production / <<http://digilander.iol.it/modusmediandi>> / <<www.dadascanner.com>> / <<www.artexarte.com>> / <<http://www.undo.net/cgi-bin/oreste>>
Le opere di Franco Fiorillo sono rappresentate da:
Raccolta Multimedia
Vicolo del Cinque , 58
Roma 06 58332474
<
NEWZØNE
Via dei giardini, 7
66026 Ortona (CH)
tel.0859068397 fax 0859066235
Franco Fiorillo è particolarmente attento alla capillarità dell'informazione mediale, della quale tenta di catturare e tradurre visivamente la varietà ( anche casuale) degli inserti subliminali. Per Newzone installa un display-lista-dati di suoni e immagini, attinti dai media contemporanei (quali web, telefono, Tv), che proietta per strada, tra la gente, nel vicolo d'accesso alla mostra. L'obiettivo è di affrontare, per risolvere, il problema del continuo rapporto con il contesto urbano. Nello spazio che concretizza l'evento la ricezione varia da soggetto a soggetto…
Franco Fiorillo lavora soprattutto con materiali che lui stesso definisce "negativi'. Ferro, sale, legno, fosforo, polistirolo gli servono per costruire macchine belliche che mostrano chiaramente la loro inutilità, ironizzando, in una specie di discorso al contrario, sulla storia. … un intervento con legno, ferro e sale che punta l'attenzione sulle reazioni chimiche che si scatenano dalla vicinanza di questi materiali e sui risvolti simbolici che ne derivano: "...II legno è per i vascelli, le imbarcazioni che si affrontano in battaglia sulle acque. II ferro è per le armi, gli strumenti attivi di una battaglia. Il sale è la parte pungente del mare; quando la spada colpisce la pelle la presenza della salsedine rende dolorosa la ferita. Sale e ferro, nel corso della permanenza dell'installazione, interagiscono, creando un ossido rossastro. II colore rosso del sangue é dato dalla presenza del ferro. Così come in battaglia" (F.F.)
Un'intensa luce che proviene dalla Sala Capitolare è il primo richiamo, confermato dai suoni di un violoncello. La musica, composta da Giorgio Sollazzi ed eseguita da Francesco Dillon, si muove con estro fra arditi passaggi e rimanda, in una connessione spontanea, allo spartito della Walkiria wagneriana che invece è in silenzio, immobile davanti ad un trono in cristallo. E' il primo nucleo dell'installazione di Franco Fiorillo, che vive d'assenza, che porta la mente a vagare su tutto lo spazio. L'intero perimetro è segnato da simboli religiosi che ostentano una sicurezza invitante. Il "Capitolo" si propone provocatoriamente come una trappola, bisogna fuggire il facile richiamo di fermarsi alla superficie attraente di un'immagine; è necessario, invece, penetrare, scavare nel suo significato profondo, per capire se in realtà essa non celi dannati e dannanti messaggi. Nessun giudizio, nessun anatema, ma solo consapevolezza.
La forza è nel sapere e il sapere ha una forza che non è misurabile, per questo un piccolo globo sospeso, offerto alla libera rotazione, dichiara "Je suis le monde"...
Il tracciato espositivo trova nelle opere di Franco Fiorillo, un giovane artista campano da anni residente a l'Aquila e nell'installazione di Shaghayegh Sharafi i punti estremi, in opposizione, dell'intero percorso. Nelle piccole teche costruite da Fiorillo, l'oggetto o la sua effigie assumono il valore di reliquia, indicandoci la pressante presenza della memoria: esse segnalano 1'ordine che organizza e regola le relazioni interiori, ove il tempo assume necessariamente i contorni di una forma, di un suono, di una figura...
ALL'ERTA
ALL'ARMI
Le armi e l'arte. Le armi o l'arte. Un gioco di parole , di suoni, di immagini.
Le cubitali lettere, che hanno caratterizzato operazioni di propaganda intransigente, lanciano ora un messaggio "bello", non più bellico. O meglio, "bello" e "bellico" rifiutano la consueta contrapposizione e finiscono per attivare un processo osmotico: le qualità allettanti dell'uno rinunciano all'effetto contemplativo per assimilare lo spirito attivo dell'altro.
E se il soldatino abbandona l'arma per imbracciare il pennello - mediatore tra artista ed opera, fattore di creatività - alle possibilità insite in atti cruenti si preferiscono le opportunità offerte da uno strumento generatore.
Ma il momento demiurgico non è sempre immediato e spontaneo, libero e potente e l'azione artistica può essere bloccata, ferita interdetta; allora la censura sul pennello e la posizione "melanconica" di düreriana memoria , assunta dal soldatino, diventano l'emblema, la denuncia della sofferenza dell'Arte.
Il protagonista però, nonostante brancoli nel buio e non abbia occhi per scorgere la luce, viene guidato dal pennello che, simile ad un organismo vegetale, si inclina verso la chiara apertura, allusiva a un nuovo e rigenerato spazio fisico e, soprattutto , mentale.
Le armi e l'arte. Le armi o l'arte. Un gioco di parole, di suoni, di immagini.
Non solo.
In una relazione allegorica con la struttura narrativa del libro si pone l'opera di Franco Fiorillo, nella quale i quadri del racconto figurativo realizzano, con slittamenti di senso e corrosiva ironia, la metafora del titolo. Un paradigma verbo-immaginale che chiama ad una mimesi obliqua tra messaggio e stile, svuotando il "racconto" di ogni intenzione redentiva del rapporto armonico tra parole, immagine e storia.
…I visitatori avranno dunque modo di confrontarsi con… la sequenza di sportelli graffitati con bitume di Franco Fiorillo, i quali con il loro appartenere ad un mobile utilizzato durante i primi anni di scuola dell'autore ribadiscono la sua propensione a non investire di valenze estetiche null'altro che ciò che in qualche modo appartiene al suo vissuto;…
La precarietà del "tempo umano" dell' opera, commisurata all' eternità del "tempo assoluto" di Newton, è ben percepibile nell'installazione "10 a.m. - 1 p.m.". Le tre ore intercorrenti dalle 10 alle 13 nei trentasette pannelli ove campeggia una sveglia con le lancette spostate inesorabilmente in avanti ogni cinque minuti - ore incatenate dagli apici di altre due tele - negano visibilmente lo scorrere uniforme del tempo newtoniano.
II giovane artista Franco Fiorillo con " 10 a.m. - 1 p.m." approfondisce la sua indagine sul rapporto tempo/ storia dell'arte iniziata sin dall'83 con la performance "10 artisti su tela", anch'essa imperniata sulla frequenza temporale 10 - 13: tre ore di lavoro durante le quali la realizzazione e la distruzione della tela ispirata ai movimenti forti dell'avanguardia, compendiano tutti i limiti temporali di una storia dell'arte
effimera quanto mai.
Franco Fiorillo si serve di materiali eterogenei per le sue installazioni, in cui spesso entra in gioco la magia di un raggio laser. In "Oceanica Classis" la parola come segno acquisisce un legame motivato con la situazione da essa connotata e gioca a due livelli, quello visivo e quello verbale, chiamando lo spettatore ad entrare nel racconto.
Franco Fiorillo, riassumendolo, pone sotto teca ogni sorta d'oggetto minimale, quotidiano, smesso, mai usato o dimenticato. Sigilla, vulcanizza le teche della memoria personale rendendole impermeabili ad ogni qualsiasi mutazione o alterazione. Una dolcissima - e paranoica - volontà di durata bergsoniana che - con Nietzsche - andrebbe però letta come Abwehren, come difesa. Troviamo qui la differenza tra le operazioni di fissazione e bloccaggio delle cose, condotte da Franco Fiorillo e altre - anche illustri - apparentemente simili. Non sono, per Fiorillo, gli oggetti affioranti dalla mitologia sociale che, resi immortali dalla scelta dell'artista taumaturgo si consegnano alla durata ma, al contrario, le sue teche vanno a costruire - contenendoli - altrettanti elementi di un teatro personale, minimale e paranoico che dichiara vuoto, inesistente il mondo degli oggetti - dunque il mondo tout-court - che non appartenga alla sua esperienza diretta. La teca sigillata non deve deterritorializzare, evidenziare esteticamente - e neppure poeticamente - gli oggetti comuni privilegiati dall'artista ma, e questo è il punto, la teca deve difendere le tracce concrete della durata dell' autore, concedendo così - per deduzione logica - assoluta autenticità solo ed esclusivamente al proprio vissuto personale. Dichiarando per contro la radicale irrealtà del mondo.
Allievo di Fabio Mauri all'Accademia de L'Aquila, Fiorillo sviluppa, sin dagli anni Ottanta una sensibilità del tutto particolare che si esprime attraverso grandi installazioni in cui adopera materiali vari (anche la luce laser) attraversati dalla pittura. Passa in seguito al ferro ed al bronzo con cui realizza grandi elementi che, di volta in volta, segnalano situazioni di disagio o di riflessione. Col piombo ha creato una serie di "teche" entro cui sigilla (ponendolo al riparo di ogni alterazione o mutazione) ogni sorta di oggetto minimale, legato al quotidiano, smesso o mai usato e dimenticato. "Non sono, per Fiorillo - scrive Gian Marco Montesano - gli oggetti affioranti dalla mitologia sociale che, resi mortali dalla scelta dell'artista taumaturgo si consegnano alla durata ma, al contrario, le sue teche vanno a costruire -contenendoli - altrettanti elementi di un teatro personale, minimale e paranoico che dichiara vuoto, inesistente il mondo degli oggetti - dunque il mondo tout-court - che non appartenga alla sua esperienza diretta".
Costantemente sobillato da un interrogativo sul tempo, quello spazio di vita legato all'uomo, Franco Fiorillo lo assume come leit motiv della sua esperienza artistica pubblicamente affermatisi fin dai primi anni Ottanta. È una ricerca che muove sul filo di quelle tensioni che sedimentano l'esistenza di tracce effimere o perenni. Tra questi slanci Fiorillo pone la sua indagine, proposta recentemente attraverso la serie delle "teche della memoria" . Un ciclo dove il dato memoriale è elemento assunto come possibilità di attraversare appunto il tempo dell'uomo, le scansioni che lo delimitano, i valori che lo attraversano. Nelle piccole teche-contenitori, realizzate con più materiali e create in numero indefinito per silenziose e quasi religiose installazioni aperte alla possibilità dell'accrescimento o della riduzione, l'artista colloca infatti oggetti tra i più svariati di un repertorio quotidiano. Segni di un patrimonio antropologico, essi si elevano con le teche che li conservano oltre ogni contingente precarietà per assurgere ai valori di una storia che avverte ancora la necessità della memoria.
Proprio davanti all'ingresso è collocato uno dei due interventi firmati da Franco Fiorillo, che si riallaccia all'immagine "politica" dell'intero quartiere Eur. L'artista ha riportato su un foglio di carta appoggiata sul terreno, l'iscrizione dedicatoria visibile sulla fronte del palazzo. Il foglio è parzialmente ricoperto da uno strato di sale, che attraverso l'azione dell'umidità corrode la scritta, fino a riprodurre la ispirazione della scritta. Sotto al porticato Fiorillo ha collocato un'altra opera: un aquilone di ferro collocato su uno strato di sale, che col tempo forgia il metallo e si disperde nell'ambiente circostante.
… a proposito di spiritualità, giova qui analizzare l'opera di Franco Fiorillo, componente del Gruppo Agravitazionale di cui si è interessato il critico Gasbarrini. La sua è una ricerca sulla fenomenologia del sacro che, reso immanente a partire dal movimento modernista a suo tempo censurato da Pio X, aspira a tornare trascendente. Di qui la sua prassi di bilanciare la precarietà del tempo con l'assolutezza dell'eternità (va citata la suggestiva installazione "10 a.m. - 1 p.m.") così come la capacità di rendere ascensionale e levissime le strutture delle sue installazioni presenti a questa rassegna sassoferratese (Oceanica Classis), che evocano il lirismo melottiano.
Franco Fiorillo.Nato a L'Aquila nel 1962, vive e lavora tra L'Aquila e Roma. Collaboratore del MUSPAC dell'Aquila, ha fatto parte dell'esperienza dell'<<arte agravitazionale>> che utilizzava materiali pittorici fosforescenti, visibili anche al buio, in un contesto compositivo minimalista. L'interesse per la sperimentazione lo ha portato ad intervenire attraverso installazioni sempre più complesse, che recuperano la "materia", la sua presenza spaziale e a sua specifica solidità realizzate con grandi elementi in ferro e in bronzo. Ha creato con il piombo una serie di "teche" entro cui sigilla ogni sorta di oggetto minimale, legato al quotidiano, smesso o mai usato e dimenticato. Sperimenta anche le proiezioni di immagini laser elaborate da computer, confermando il suo interesse dialettico per la materia e per i suoi contrari.
Oreste alla Biennale
Padiglione Italia, Spazio A Sabato7 Agosto 1999 Dalle ore 10.00 – 19.00 Sabo 7 agosto 1999 10.00-19.00 Saturday, August 7 th 10 AM - 19 PM A cura di / A Survey by Franco Fiorillo COME I VENEZIANI VEDONO LA BIENNALE / Come i Venexiani vede ia Bienal / Do Venetians love their "Biennale"? L’operazione fa parte di una serie di interventi tesi a sondare i rapporti tra il sistema dell’Arte ed il contesto "territoriale" nel quale essa opera, discutendo gli eventuali vantaggi di una felice convivenza. Senza cadere nel demagogico l’intervento vuole semplicemente rappresentare un punto di incontro tra Veneziani e Biennale, senza porsi come polemico o provocatorio, ne’ ufficiale ed istituzionale. Si ascoltano pareri eterogenei, dal commerciante al passante, al politico, al gondoliere, etc. E’ Altresì ipotizzabile (auspicabile) che da tale incontro possano scaturirne altri, magari più affollati ed esaustivi. L’operasion fa parte de na serie de interventi tesi a sondar i raporti tra el sistema dell’Arte e el contesto "teritorial" dove ea opera, discutendo dei eventuai vantaggi de una feice convivensa. Sensa cascar nel demagogico l’intervento vol semplicemente rapresentar un punto de incontro tra i venesiani e ia bienal, senza porse come poemico o provocatorio, ne uficial e istitusional. Se ascolta pareri diversi, dal commerciante al passante, al poitico, al gondolier etc. Xe altresì ipotisabie che da tal incontro possa scatorirghene altri, magari più affollati e esaustivi. A meeting between Venetians and Biennale may create a new point of contact between "Art System" and his urban field.
Data are lost in Space
Il 2000 che mi aspettavo da bambino era un po’ diverso da questo. La televisione, i fumetti ed il cinema prospettavano un futuro fatto di ambientazioni spaziali, macchine volanti, trasmissioni di pensiero, raggi capaci di trasferire gli uomini nello spazio e nel tempo. Ed invece abbiamo ancora i piedi per terra, non viviamo (solo) di pillole e ci urtiamo per strada. Ma siamo corpi immersi in onde elettromagnetiche…miliardi di dati in forma di neutrini che ci attraversano invisibili ed indecifrabili. Ci lambiscono o consumano, testimoni incorporei dello scibile e del banale. Come in un film del ventesimo secolo, ci sono dati smarriti nell'universo.
Collezione del M.tro Giorgio Sollazzi
SUBMEDIA, 2000-2001
accrochage elettronico, supporti digitali dimensioni variabili
DIS'ARTE, 1995 - 1999
stampa digitale dimensioni variabili
EX DATA (codice Celestiniano), 2000
supporti digitali, bronzo, cristallo cm. 105 x 124 x 5,5
ISOLA, 1998
installazione: ferro, computer, nastro magnetico, sale laser dimensioni ambientali
JE SUIS LE MONDE, 1992
rame, bronzo, filo diametro cm. 9
FILE S4, 1999
supporti digitali dimensioni variabili
DITTICO 1994-1995
ossidi su tela e ferro moduli cm. 70 x 70 x 4
TECHE, 1992-2001
Tecniche e dimensioni variabili
<<10 a.m. - 1 p.m.>>, 1990
video + installazione dimensioni variabili
EINE WOGENDE KUGEL, 1995-2001
tecniche e dimensioni variabili
CODICE FITOGENETICO, 2000
stampa digitale cm 55,5 x 38 x 4
MESSAGGIO D'ERRORE (in memoria di Tullio Catalano), 2000
stampa digitale, teca, bisturi cm 45 x 65
NAUMACHIA, 1992
ferro moduli cm 30 x 30 x 5
CAPITOLO, 1998
Esecuzione musicale Francesco Dillon su brano del m.tro Giorgio Sollazzi
BRAINSTORMING, 2000
progetto, ossidi su carta cm 12 x 20
CAPITOLO, 1998
installazione, interazioni ambientali e comportamentali dimensioni ambientali
TECA, 1992
piombo, cristallo, oggetto cm. 26 x 11,7 x 4,2
ALLARTE, 1995-1998
sale, ossido su ferro cm. 130 x 100 x 190
ALLARTE, 1998
ossidi su carta cm. 9 x 13
ParaBellum, 1992
libro di piombo cm 13,9 x 22,4 x 7
PORTFOLIO, 1996
stampe e bitume su 16 tavole dimensioni complessive variabili (min. cm. 300 x 200)
E' un lavoro che comprende tutti i precedenti.
O comunque molti. Così come ogni "Book" ha un frontespizio, una sentinella custode vedetta. A parte. Gli sportelli provengono dal collegio frequentato da ragazzino; molto De Amicis, tutto naftalina e cera. Dopo "Portfolio" il lavoro è cambiato. Dal Bignami sono approdato ad un'Enciclopedia Multimediale. Con poca spesa
INDICE :
PRINCIPALI PARTECIPAZIONI ARTISTICHE
IMMAGINI
Capitolo (Dillon interpreta Sollazzi)
http://digilander.iol.it/modusmediandi