FRANCO FIORILLO LINKS

 

 

 

FILE S 4, 1997-1999

database - lista con i nomi di tutti gli artisti viventi e vissuti

dimensioni variabili

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

FRANCO FIORILLO (L'Aquila 03-01-1962). 1985 Diploma in Pittura all'Accademia di Belle Arti (110 e lode / 110). 1985 Premio Speciale per le Accademie di Belle Arti nell'Expo Arte di Bari. Ha partecipato ad importanti manifestazioni artistiche collaborando con alcuni tra i maggiori artisti internazionali. Lavora a L'Aquila e Roma.

tel. +39 3384980528 #9; tel.fax + 39 862420571 #9; e-mail dabxfi@tin.it

 

Principali partecipazioni artistiche:

 

Principali partecipazioni artistiche:

2006: “I love Abruzzo” (Pescara, Ex Cofa); “godart2006”(Pescara, MuseoLab); “Arte in fabbrica” (Atessa (Ch, sedi varie); “Index” (Chieti, Palazzo Sanità di Toppi);

2005: ”HAPPY BIRTHDAY MISTER JOHNS!” (Napoli, 404 Arte contemporanea - sedi varie); ”Passaggio a sud” (Spoltore-Pescara); “Abruzzo Felix” (Frisa, sedi varie)   

2004: ”Di Infinita dolcezza”(Monteprandone – AP, Sedi Varie);”Collezione Permanente” (Città S. Angelo - Pescara, Museo Laboratorio);”FORME ANIMALI- Warning colours” (L’Aquila, Basilica S. Maria di Collemaggio

  • 2003: "Godart 2003" (Città S.Angelo Pescara, Museo Laboratorio)

  • "LEAVES" (Salerno, sedi varie)

    "STANZE APERTE" (Altidona - AP,

    Sedi Varie)

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    2002: "Leafletting" (Napoli, web, sedi varie)

    "Short Stories" (Chieti, Museo La civitella)

    "ByPass" (Monteprandone,

    Palazzo Parissi)

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    2001: "Riflessi della Memoria" (Tivoli, sedi varie)

    "Oreste Provisions-Le Tribù dell'Arte" (Roma, GCAM, Ex Peroni)

    2000: "Libro d'Artista" (Napoli, sedi varie)

    "Cartolina per Napoli" (Napoli, Palazzo Reale)

    "ITINERARI D'ARTE" (Francavilla al Mare - CH, MU.MI)

    "LEAVES" (L'Aquila, MUSPAC Museo Sperimentale d'Arte Contemporanea)

    "Remembering Che" (Cava de' Tirreni - SA)

    "I GIOCHI E LE FIABE" (Città S. Angelo - Pescara, Museo Laboratorio)

    "Hypèrsuoni" (S. Benedetto in Perillis - AQ)

    "Lo Scandalo dello Spirito" (L'Aquila, Forte Spagnolo)

    "FRAMMENTI: l''etimo ricostruito" (S. Gregorio da Sassola - Roma, Acquedotto Anio Vetus)

    "A fior di pelle" (Ortona - Chieti, Galleria NewZone)

    1999: "Sessanta Artisti per Arte 2000" (Roma, Temple Gallery)

    "BACINONAPOLI" (Napoli, Sedi varie)

    "Modus Mediandi" (Roma, Raccolta Multimedia)

    "Oreste alla Biennale" (Venezia, 48° Biennale di Arti Visive) 

    "Artisti&venti" (L'Aquila, Forte Spagnolo)

    "BACINONAPOLI" (Roma, Galleria Primo Piano)

    "Pro Audi" (Abbazia di Fossanova - Latina)

    "Godimenti d'Arte" (Città S. Angelo - Pescara, Museo Laboratorio)

    1998: "SAXULA-Postazioni d'Arte Contemporanea-" (S.Gregorio da Sassola

    Roma, Castello Brancaccio)

    "Artisti all'Opera" (Pescara, teatro D'Annunzio)

    "Castrum Sancti Angeli" (Castel Madama - Roma, Castello Orsini)

    "Aniene. percorsi del senso" (Tivoli, ex Cartiera Marziale)

    1997:"Lavori in corso (d'opera)" (L'Aquila, C.D.A.P.C. Angelus Novus)

    "Tracce" (Napoli, Studio Verrina)

    "Incontro di culture" (Roma, Stadio Flaminio)

    "Della Spiritualità nell'Arte" (L'Aquila, MUSPAC

    Museo Sperimentale d'Arte Contemporanea)

    1996: "In Chartis" (L'Aquila, C.D.A.P.C. Angelus Novus)

    "Ordine e caos" (Scisciano-Napoli, Museo Possibile)

    "Spedisci un Video" (Napoli, Galleria Vera Vita Gioia)

    "Tempi Ultimi" (Penne, sedi varie)

    "Senso non Senso" (Roma, XII Quadriennale)

    "Ad Usum Fabricae" (L'Aquila, MUSPAC-sedi varie)

    "L'Isola del Tesoro" (Bologna, Studio Cristofori)

    1995: #9; "Agravitazionale" (L'Aquila, Forte Spagnolo)

    "Merende D'Arte" (Pescara, Florian Espace)

    1994: #9; "Agravitazionale" (Rimini, Sala delle Colonne)

    "Equinozio D'Autunno" (Torino, Castello di Rivara-Galleria Franz Paludetto)

    1993: #9; "Il Guerriero, il Cavallo e il Verso Immortale" (Popoli, Taverna Ducale)

    "ParaBellum" (L'Aquila, Centro Multimediale)

    "ArteRoma" (Roma-Eur, Palazzo della Civiltà Italiana)

    1992: "Agravitazionale", 6 Artisti (Biella, Galleria Atrium)

    "Agravitazionale", 5 Artisti (Bologna, Galleria Tenza)

    "Biennale d'Arte Città di Penne" (Penne, sedi varie)

    "Sintetica" (Pescara, tenda Expo)

    1991: "Agravitazionale" (Ferrara, Palazzo dei Diamanti)

    1990: #9; "PULCINELLA Divertissement"(L'Aquila, Angelus Novus)

    "Agravitazionale" (Ortona, Palazzo Farnese)

    "EIAC" (Firenze, Centro Affari)

    1987: "Alternative Attuali" (L'Aquila, Forte Spagnolo)

    1986: "Mito / Magia" (Alatri, Acropoli)

    "Giovani Artisti Italiani ad Atene" (Atene, Associazione degli Artisti Greci)

    "CARRO DI FUOCO" - estrapolazione per Affresco e Fosforo (Assisi,

    Basilica Superiore di San Francesco)

    1985: #9; "Expo Arte" (Bari)

    1984: "Metropoli & Suono" (L'Aquila, Sedi Varie)

    "Expo Arte" (Bari)

    1983: "10 ARTISTI SU TELA" - 180 minuti di pittura collettiva stimolata - (L'Aquila, Forte Spagnolo)

    1982: Performance di Pittura nella "Gran Serata Futurista"di Fabio Mauri

    (Roma, Teatro Olimpico - Domenica in...RaiUno - Milano, Teatro Nuovo)

     

    rassegna critica:

     

    Elio Filippo Accrocca, Paolo Balmas, Sonia Barone, Massimo Bignardi, Rossana Bossaglia, Luciano Caramel, Claudio Cerritelli, Angela Ciano, Francesco Cipriano, Enrico Crispolti, Ada Patrizia Fiorillo, Antonio Gasbarrini, Pietro Marino, Adriana Martino, GianMarco Montesano, Vincenzo Perna, Roberta Ridolfi, Dario Salani, Elisabetta Sonnino, Lucia Spadano, Leo Strozzieri, Ludovico Pratesi, Marcello Venturoli, Antonio Zimarino.

     

     

    rassegna stampa e cataloghi:

     

    Flash Art / Paris Beaux Arts / Art Diary Italia (ed. Politi) / Il Giornale dell'Arte / ART IN ITALY / Segno / La Repubblica / Avvenire / La Nazione / "Sipario" / Il Tempo / Il Messaggero / Il Centro / Abruzzo A-Z / Il Corriere Laziale / L'Eco della Riviera / La Provincia di Frosinone Eco d'Arte Moderna / Il Resto Del Carlino / Arte / Uomo Manager / Il Denaro / RAI UNO / RAI DUE / RAI TRE / TVUNO / BTV / TeleFrosinone / Catalogo Expo Arte (1984 ed. Safra, Bari) / Catalogo Expo Arte (1985 ed. Safra, Bari) / Catalogo Scuole di Pittura (1985 ed. ArtePresente, Caserta) / Catalogo Mostra Premio Expo Arte (1985 ed. Amm.ne Prov.le, Frosinone) / Catalogo "Giovani Artisti Italiani ad Atene" (1986 ed. Amm.ne Prov.le, Frosinone) / Catalogo "Alternative Attuali" (1987 ed. Mazzotta, Milano) / <<10 a.m.-1 p.m.>> (Catalogo e Videotape 1990 ed. Angelus Novus, L'Aquila) / Catalogo EIAC (1990 ed. Arte Studio, Firenze) / Catalogo "Arte Agravitazionale" (1991 ed. Adriano Parise, Verona) / Videocatalogo "Agravitazionale" (1991 ed. Angelus Novus, L'Aquila) / Catalogo XLII Rassegna G.B. Salvi, Sassoferrato (An) / Catalogo "XI Biennale di Penne" Comune di Penne, Ed'A / Catalogo "ArteRoma" (1993, Studio5 Roma) / Catalogo "Montone tra il Sole e la Luna" (1994 Montone-Teramo) / Catalogo "Fuori Uso '94" (Galleria Cesare Manzo, Pescara) / Catalogo "Rocco Dicillo" (1996, Triggiano-Bari)/ Catalogo "Tempi Ultimi" (1996, Umberto Sala Editore) / Guida ai musei d'Abruzzo - Museo Sperimentale d'Arte Contemporanea MUSPAC (GTE) / ArtEtra (MUSPAC)/ Catalogo "Teatrarte '98" (1998, Umberto Sala Editore) / Pompeiorama (Electa Napoli) / Iride.TO / Oreste alla Biennale/ Catalogo "Artisti&venti" (Angelus Novus) / Catalogo "PRO AUDI (1999, Abbazia di Fossanova -LT) /Catalogo "Rassegna internazionale del libro d'Artista, (2000, "il Quartiere Edizioni,Napoli ) / "Leaves", (1999 ed. Spazioimmagine Arte Contemporanea, Foligno -PG) / Catalogo e CD rom "Cartolina per Napoli" (2000, edizioni Artexarte, Napoli)/ Catalogo "I giochi e le fiabe", 2000, Umberto Sala Editore)/ Catalogo e CD rom "Remembering Che" (2000, Artecnica Production / <<http://digilander.iol.it/modusmediandi>> / <<www.dadascanner.com>> / <<www.artexarte.com>> / <<http://www.undo.net/cgi-bin/oreste>>

     

     

     

    Le opere di Franco Fiorillo sono rappresentate da:

     

    Raccolta Multimedia

    Vicolo del Cinque , 58

    Roma 06 58332474

     

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    NEWZØNE

    Via dei giardini, 7

    66026 Ortona (CH)

    tel.0859068397 fax 0859066235

    http://www.newzone.it

     

     

     

     

     

     

     

    Franco Fiorillo è particolarmente attento alla capillarità dell'informazione mediale, della quale tenta di catturare e tradurre visivamente la varietà ( anche casuale) degli inserti subliminali. Per Newzone installa un display-lista-dati di suoni e immagini, attinti dai media contemporanei (quali web, telefono, Tv), che proietta per strada, tra la gente, nel vicolo d'accesso alla mostra. L'obiettivo è di affrontare, per risolvere, il problema del continuo rapporto con il contesto urbano. Nello spazio che concretizza l'evento la ricezione varia da soggetto a soggetto…

    Adriana Martino 2000

     

     

     

     

     

     

     

    Franco Fiorillo lavora soprattutto con materiali che lui stesso definisce "negativi'. Ferro, sale, legno, fosforo, polistirolo gli servono per costruire macchine belliche che mostrano chiaramente la loro inutilità, ironizzando, in una specie di discorso al contrario, sulla storia. … un intervento con legno, ferro e sale che punta l'attenzione sulle reazioni chimiche che si scatenano dalla vicinanza di questi materiali e sui risvolti simbolici che ne derivano: "...II legno è per i vascelli, le imbarcazioni che si affrontano in battaglia sulle acque. II ferro è per le armi, gli strumenti attivi di una battaglia. Il sale è la parte pungente del mare; quando la spada colpisce la pelle la presenza della salsedine rende dolorosa la ferita. Sale e ferro, nel corso della permanenza dell'installazione, interagiscono, creando un ossido rossastro. II colore rosso del sangue é dato dalla presenza del ferro. Così come in battaglia" (F.F.)

    Angela Ciano 1993

     

     

     

     

     

     

     

     

    Un'intensa luce che proviene dalla Sala Capitolare è il primo richiamo, confermato dai suoni di un violoncello. La musica, composta da Giorgio Sollazzi ed eseguita da Francesco Dillon, si muove con estro fra arditi passaggi e rimanda, in una connessione spontanea, allo spartito della Walkiria wagneriana che invece è in silenzio, immobile davanti ad un trono in cristallo. E' il primo nucleo dell'installazione di Franco Fiorillo, che vive d'assenza, che porta la mente a vagare su tutto lo spazio. L'intero perimetro è segnato da simboli religiosi che ostentano una sicurezza invitante. Il "Capitolo" si propone provocatoriamente come una trappola, bisogna fuggire il facile richiamo di fermarsi alla superficie attraente di un'immagine; è necessario, invece, penetrare, scavare nel suo significato profondo, per capire se in realtà essa non celi dannati e dannanti messaggi. Nessun giudizio, nessun anatema, ma solo consapevolezza.

    La forza è nel sapere e il sapere ha una forza che non è misurabile, per questo un piccolo globo sospeso, offerto alla libera rotazione, dichiara "Je suis le monde"...

    Sonia Barone 1999

     

     

     

     

     

     

     

    Il tracciato espositivo trova nelle opere di Franco Fiorillo, un giovane artista campano da anni residente a l'Aquila e nell'installazione di Shaghayegh Sharafi i punti estremi, in opposizione, dell'intero percorso. Nelle piccole teche costruite da Fiorillo, l'oggetto o la sua effigie assumono il valore di reliquia, indicandoci la pressante presenza della memoria: esse segnalano 1'ordine che organizza e regola le relazioni interiori, ove il tempo assume necessariamente i contorni di una forma, di un suono, di una figura...

    Massimo Bignardi 1996

     

     

     

     

     

     

     

     

    ALL'ARTE

    ALL'ERTA

    ALL'ARMI

    Le armi e l'arte. Le armi o l'arte. Un gioco di parole , di suoni, di immagini.

    Le cubitali lettere, che hanno caratterizzato operazioni di propaganda intransigente, lanciano ora un messaggio "bello", non più bellico. O meglio, "bello" e "bellico" rifiutano la consueta contrapposizione e finiscono per attivare un processo osmotico: le qualità allettanti dell'uno rinunciano all'effetto contemplativo per assimilare lo spirito attivo dell'altro.

    E se il soldatino abbandona l'arma per imbracciare il pennello - mediatore tra artista ed opera, fattore di creatività - alle possibilità insite in atti cruenti si preferiscono le opportunità offerte da uno strumento generatore.

    Ma il momento demiurgico non è sempre immediato e spontaneo, libero e potente e l'azione artistica può essere bloccata, ferita interdetta; allora la censura sul pennello e la posizione "melanconica" di düreriana memoria , assunta dal soldatino, diventano l'emblema, la denuncia della sofferenza dell'Arte.

    Il protagonista però, nonostante brancoli nel buio e non abbia occhi per scorgere la luce, viene guidato dal pennello che, simile ad un organismo vegetale, si inclina verso la chiara apertura, allusiva a un nuovo e rigenerato spazio fisico e, soprattutto , mentale.

    Le armi e l'arte. Le armi o l'arte. Un gioco di parole, di suoni, di immagini.

    Non solo.

    Sonia Barone 1998

     

     

     

     

     

     

     

    In una relazione allegorica con la struttura narrativa del libro si pone l'opera di Franco Fiorillo, nella quale i quadri del racconto figurativo realizzano, con slittamenti di senso e corrosiva ironia, la metafora del titolo. Un paradigma verbo-immaginale che chiama ad una mimesi obliqua tra messaggio e stile, svuotando il "racconto" di ogni intenzione redentiva del rapporto armonico tra parole, immagine e storia.

    Francesco Cipriano 2000

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    …I visitatori avranno dunque modo di confrontarsi con… la sequenza di sportelli graffitati con bitume di Franco Fiorillo, i quali con il loro appartenere ad un mobile utilizzato durante i primi anni di scuola dell'autore ribadiscono la sua propensione a non investire di valenze estetiche null'altro che ciò che in qualche modo appartiene al suo vissuto;…

    Lucia Spadano 1998

     

     

     

     

     

     

     

     

    La precarietà del "tempo umano" dell' opera, commisurata all' eternità del "tempo assoluto" di Newton, è ben percepibile nell'installazione "10 a.m. - 1 p.m.". Le tre ore intercorrenti dalle 10 alle 13 nei trentasette pannelli ove campeggia una sveglia con le lancette spostate inesorabilmente in avanti ogni cinque minuti - ore incatenate dagli apici di altre due tele - negano visibilmente lo scorrere uniforme del tempo newtoniano.

    II giovane artista Franco Fiorillo con " 10 a.m. - 1 p.m." approfondisce la sua indagine sul rapporto tempo/ storia dell'arte iniziata sin dall'83 con la performance "10 artisti su tela", anch'essa imperniata sulla frequenza temporale 10 - 13: tre ore di lavoro durante le quali la realizzazione e la distruzione della tela ispirata ai movimenti forti dell'avanguardia, compendiano tutti i limiti temporali di una storia dell'arte

    effimera quanto mai.

    Antonio Gasbarrini 1990

     

     

     

     

     

     

     

     

    Franco Fiorillo si serve di materiali eterogenei per le sue installazioni, in cui spesso entra in gioco la magia di un raggio laser. In "Oceanica Classis" la parola come segno acquisisce un legame motivato con la situazione da essa connotata e gioca a due livelli, quello visivo e quello verbale, chiamando lo spettatore ad entrare nel racconto.

    Lucia Spadano 1992

     

     

     

     

     

     

     

    Franco Fiorillo, riassumendolo, pone sotto teca ogni sorta d'oggetto minimale, quotidiano, smesso, mai usato o dimenticato. Sigilla, vulcanizza le teche della memoria personale rendendole impermeabili ad ogni qualsiasi mutazione o alterazione. Una dolcissima - e paranoica - volontà di durata bergsoniana che - con Nietzsche - andrebbe però letta come Abwehren, come difesa. Troviamo qui la differenza tra le operazioni di fissazione e bloccaggio delle cose, condotte da Franco Fiorillo e altre - anche illustri - apparentemente simili. Non sono, per Fiorillo, gli oggetti affioranti dalla mitologia sociale che, resi immortali dalla scelta dell'artista taumaturgo si consegnano alla durata ma, al contrario, le sue teche vanno a costruire - contenendoli - altrettanti elementi di un teatro personale, minimale e paranoico che dichiara vuoto, inesistente il mondo degli oggetti - dunque il mondo tout-court - che non appartenga alla sua esperienza diretta. La teca sigillata non deve deterritorializzare, evidenziare esteticamente - e neppure poeticamente - gli oggetti comuni privilegiati dall'artista ma, e questo è il punto, la teca deve difendere le tracce concrete della durata dell' autore, concedendo così - per deduzione logica - assoluta autenticità solo ed esclusivamente al proprio vissuto personale. Dichiarando per contro la radicale irrealtà del mondo.

    GianMarco Montesano, 1996

     

     

     

     

     

     

     

    Allievo di Fabio Mauri all'Accademia de L'Aquila, Fiorillo sviluppa, sin dagli anni Ottanta una sensibilità del tutto particolare che si esprime attraverso grandi installazioni in cui adopera materiali vari (anche la luce laser) attraversati dalla pittura. Passa in seguito al ferro ed al bronzo con cui realizza grandi elementi che, di volta in volta, segnalano situazioni di disagio o di riflessione. Col piombo ha creato una serie di "teche" entro cui sigilla (ponendolo al riparo di ogni alterazione o mutazione) ogni sorta di oggetto minimale, legato al quotidiano, smesso o mai usato e dimenticato. "Non sono, per Fiorillo - scrive Gian Marco Montesano - gli oggetti affioranti dalla mitologia sociale che, resi mortali dalla scelta dell'artista taumaturgo si consegnano alla durata ma, al contrario, le sue teche vanno a costruire -contenendoli - altrettanti elementi di un teatro personale, minimale e paranoico che dichiara vuoto, inesistente il mondo degli oggetti - dunque il mondo tout-court - che non appartenga alla sua esperienza diretta".

    Paolo Balmas, 1996

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Costantemente sobillato da un interrogativo sul tempo, quello spazio di vita legato all'uomo, Franco Fiorillo lo assume come leit motiv della sua esperienza artistica pubblicamente affermatisi fin dai primi anni Ottanta. È una ricerca che muove sul filo di quelle tensioni che sedimentano l'esistenza di tracce effimere o perenni. Tra questi slanci Fiorillo pone la sua indagine, proposta recentemente attraverso la serie delle "teche della memoria" . Un ciclo dove il dato memoriale è elemento assunto come possibilità di attraversare appunto il tempo dell'uomo, le scansioni che lo delimitano, i valori che lo attraversano. Nelle piccole teche-contenitori, realizzate con più materiali e create in numero indefinito per silenziose e quasi religiose installazioni aperte alla possibilità dell'accrescimento o della riduzione, l'artista colloca infatti oggetti tra i più svariati di un repertorio quotidiano. Segni di un patrimonio antropologico, essi si elevano con le teche che li conservano oltre ogni contingente precarietà per assurgere ai valori di una storia che avverte ancora la necessità della memoria.

    Ada Patrizia Fiorillo 1996

     

     

     

     

     

     

     

     

    Proprio davanti all'ingresso è collocato uno dei due interventi firmati da Franco Fiorillo, che si riallaccia all'immagine "politica" dell'intero quartiere Eur. L'artista ha riportato su un foglio di carta appoggiata sul terreno, l'iscrizione dedicatoria visibile sulla fronte del palazzo. Il foglio è parzialmente ricoperto da uno strato di sale, che attraverso l'azione dell'umidità corrode la scritta, fino a riprodurre la ispirazione della scritta. Sotto al porticato Fiorillo ha collocato un'altra opera: un aquilone di ferro collocato su uno strato di sale, che col tempo forgia il metallo e si disperde nell'ambiente circostante.

    Ludovico Pratesi 1993

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    … a proposito di spiritualità, giova qui analizzare l'opera di Franco Fiorillo, componente del Gruppo Agravitazionale di cui si è interessato il critico Gasbarrini. La sua è una ricerca sulla fenomenologia del sacro che, reso immanente a partire dal movimento modernista a suo tempo censurato da Pio X, aspira a tornare trascendente. Di qui la sua prassi di bilanciare la precarietà del tempo con l'assolutezza dell'eternità (va citata la suggestiva installazione "10 a.m. - 1 p.m.") così come la capacità di rendere ascensionale e levissime le strutture delle sue installazioni presenti a questa rassegna sassoferratese (Oceanica Classis), che evocano il lirismo melottiano.

    Leo Strozzieri 1992

     

     

     

     

     

     

     

    Franco Fiorillo.Nato a L'Aquila nel 1962, vive e lavora tra L'Aquila e Roma. Collaboratore del MUSPAC dell'Aquila, ha fatto parte dell'esperienza dell'<<arte agravitazionale>> che utilizzava materiali pittorici fosforescenti, visibili anche al buio, in un contesto compositivo minimalista. L'interesse per la sperimentazione lo ha portato ad intervenire attraverso installazioni sempre più complesse, che recuperano la "materia", la sua presenza spaziale e a sua specifica solidità realizzate con grandi elementi in ferro e in bronzo. Ha creato con il piombo una serie di "teche" entro cui sigilla ogni sorta di oggetto minimale, legato al quotidiano, smesso o mai usato e dimenticato. Sperimenta anche le proiezioni di immagini laser elaborate da computer, confermando il suo interesse dialettico per la materia e per i suoi contrari.

    Antonio Zimarino 2000

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Oreste alla Biennale

     

    Padiglione Italia, Spazio A

    Sabato7 Agosto 1999

    Dalle ore 10.00 – 19.00

     

    Sabo 7 agosto 1999

    10.00-19.00

     

    Saturday, August 7 th

    10 AM - 19 PM

     

    A cura di / A Survey by

     

    Franco Fiorillo

     

    COME I VENEZIANI VEDONO LA BIENNALE

     

    / Come i Venexiani vede ia Bienal

     

    / Do Venetians love their "Biennale"?

     

    L’operazione fa parte di una serie di interventi tesi a sondare i rapporti tra il sistema dell’Arte ed il contesto "territoriale" nel quale essa opera, discutendo gli eventuali vantaggi di una felice convivenza.

    Senza cadere nel demagogico l’intervento vuole semplicemente rappresentare un punto di incontro tra Veneziani e Biennale, senza porsi come polemico o provocatorio, ne’ ufficiale ed istituzionale.

    Si ascoltano pareri eterogenei, dal commerciante al passante, al politico, al gondoliere, etc.

    E’ Altresì ipotizzabile (auspicabile) che da tale incontro possano scaturirne altri, magari più affollati ed esaustivi.

    L’operasion fa parte de na serie de interventi tesi a sondar i raporti tra el sistema dell’Arte e el contesto "teritorial" dove ea opera, discutendo dei eventuai vantaggi de una feice convivensa.

    Sensa cascar nel demagogico l’intervento vol semplicemente rapresentar un punto de incontro tra i venesiani e ia bienal, senza porse come poemico o provocatorio, ne uficial e istitusional.

    Se ascolta pareri diversi, dal commerciante al passante, al poitico, al gondolier etc.

    Xe altresì ipotisabie che da tal incontro possa scatorirghene altri, magari più affollati e esaustivi.

    A meeting between Venetians and Biennale may create a new point of contact between "Art System" and his urban field.

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    1) CONTATTI

    Il primo contatto è stabilito il 26 giugno con Vittorio Urbani, direttore della Galleria "Nuova Icona", il quale comunica il proprio disappunto per aver saputo di "rimbalzo" di questa iniziativa di Progetto Oreste. Con gli auspici che da tale incontro non vengano esclusi i Veneziani, ci si propone di incontrarsi a Venezia.

    Successivamente contatto tramite indirizzari prelevati da Internet l’Ufficio Stampa del Comune di Venezia e la Signora Michela Camozzi dell’Ufficio Stampa Gioventù.

    Ho l’accesso all’elenco dei Fax delle Testate Veneziane, Emittenti Locali, Corrispondenti e Agenzie Stampa, Assessorati del Comune interessati.

    Invio i comunicati e le modalità dell’intervento.

    Contatto alcune Associazioni, sempre prelevate su Internet.

    Contatto l’ufficio Stampa della Biennale e spedisco il fax dei comunicati ai singoli responsabili.

    Tramite gli Orestiani Enrico Corte ed Andrea Nurcis comunico con Beppe Drago, un giovane dell’Accademia di Belle Arti di Venezia che ha svolto uno studio sul rapporto tra Veneziani e Biennale, invitandolo a partecipare all’operazione.

    Ricevo un’email da Stefano Colonna.

    Durante il viaggio in Treno, all’altezza di Ferrara una Radio locale chiede un’Intervista telefonica.

    Il 6 agosto, tramite l’Ufficio Stampa della Biennale contatto altri giornalisti ed associazioni.

    Finalmente incontro (con immenso piacere) Davide Pazzaglia, Anteo Radovan e le Mille.

    Armato di registratore, agenda e t-shirt "tematica" parto con le interviste "on the road" ai Veneziani.

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    2) INTERVISTE

    (a piazza S.Marco, due signori di mezza età)

    Sa dov’è la Biennale?

    (con distacco) - Si, è molto distante, là, là…-

    (ad un venditore di "souvenirs", 20-25 anni)

    Non avete materiale della biennale, (improvvisando) un cappellino?

    - Della biennale? Quella roba? Noo, deve andare alla biennale.-

    (alle corderie, una nonna a passeggio col nipote nel passeggino)

    Come vede la Biennale?

    - Non lo so, non ci sono mai entrata, dentro-

    Non l’ha mai vista?

    - mai vista , perché non mi fanno entrare-

    E Artisti ne ha visti?

    -Eh?-

    Artisti che vi lavorano attorno...

    - Artisti che girano attorno si, ma io non…non mi fanno entrare, con la scusa che ho i nipoti…-

    Lei vive qui a Venezia?

    - Si, sono cinquantacinque anni che sto qui a Venezia.-

    (Due signore sui quaranta - quarantacinque anni, alla fermata del vaporetto)

    Cosa mi dite della biennale?

    (la prima un po' autoritaria)- Non l'ho vista, ma sono su un'altra onda

    Ma siete mai state a visitarla?

    (sovrapponendosi con fervore)- Quest'anno no...-

    (l'altra)- Non a questa.-

    Ma altre edizioni ne avete viste?

    (scandalizzate) - Si, sii...-

    E come vivete questo rapporto con gli operatori artistici "forestieri"?

    (signora autoritaria) - Beh, io non ho niente in contrario, anzi... li apprezzo perché portano...-

    (l'altra) - Perché portano novità.-

    Secondo voi c'è un tornaconto anche culturale, per la città tutta?

    - Certo, ma certamente, perché ci porta sempre idee nuove-

    (l'altra)- Così si allarga il raggio delle conoscenze più diverse-

    (gruppo di pensionati attorno ad una panchina)

    Come vedete la biennale?

    (signore un pò calvo, in piedi) - Guarda, nialtri proprio semo operai e se semo disinteresai proprio de questo, è che non ve ne capimo niente...-

    Ma vedete più gente durante la biennale!

    - Più movimento si, perchè molte volte ci chiedono:<<e dov'è la biennale?>> e alora noi indichiamo un po' per la biennale!-

    C'è un buon rapporto tra la manifestazione e i cittadini o forse dovrebbe essere più intenso?

    - No, non so se...no_s'è tanto interessai qua i veneziani de la biennale, è che più che altro è gli stranieri che va alla biennale...-

    (interviene un altro più anziano, alto con un chioma folta) Io la bienal, che ho settantasei anni, non l'ho mai vista. Questo qua è un altro mio collega con sua moglie; è andato, ma una sola volta è andato lui.-

    (un altro signore, accortosi di esser chiamato in causa) - Perché g'hera un mio zio che era guardiano alla sala, ma son andato così un momento a vedere, ma... oltre non ho guardato, no. E g'ho ripensa' che anche non capivo niente-

    (ad un signore avvicinatosi annuendo) E a lei come è sembrata quella che vide...

    - Io non mi ricordo...prima della guerra: pensa, avevo otto o nove anni.

    Era coi fascisti (sorridono), i g'ha porta' dentro, guardi... lì da balilla-

    (riprende il signore alto) - Si paga, ma con una riduzione per gli anziani speremo de andare.-

    E' un'idea.

    (Accavallandosi animatamente) - Si, ma il motivo s'è anche questo, che beh, insomma... non si va perché si deve pagare.

    (ancora) - Perché a parte...te capi', una piccola riduzione perché se può entrare...

    (si sovrappone una signora distinta, la "moglie del collega") ...Se può entrare; si, perché s'è molta gente quando hanno i biglietti di entrata che sono gratuiti (arrossendo accenna un sorriso) , ma dopo...-

    (riprende il signore interrotto) - Beh, perché non è solo qui, a parte i gratuiti, ma mettiamo si paga venti, magari dieci ecco... perchè non c'è solo qui, c'è all'arsenale: c'è l'arsenale da vedere-

    Ma acquistando il biglietto potete visitare più sedi della mostra...

    (il primo signore, quello un po' calvo) - Oh... poi sarebbe molto interessante vedere che ha l'arsenale dentro. Noi si comprenderebbe un po' di più. Siccome abbiam anca lavorà in arsenale, sarebbe importante di rivedere oggi queste cose qua.-

    (conclude la donna ) -...una visione diversa dei nostri luoghi !-

    (Arsenale, un gruppo di signore intente a parlare, sedute a semicerchio accanto ad un uscio. La più anziana esordisce sommessamente) -Non è che io me ne intendo-

    (procedendo ordinatamente in semicerchio, a turno) -No m'è riuscìo andare a mi mai dentro, però... Da fora si, ma proprio da spiegar cosa, no; vedemo solamente molta gente che va.-

    Vedete questa differenza?

    - Oh, si; si vede un poco de gente, no? ...perlomeno!-

    Seguite di più il festival del cinema?

    - Beh, a dir la verità 'ndemo ai giardini; si, li vedi d'uscir (gli attori) un momento... Ma no che 'ndemo espressamente là.-

    - Noi stemo sedute, passemo all'antica. Non savemo; semo anziane...-

    (Ad un uomo molto anziano, che si accomoda su una panca)

    Come vede la biennale?

    - No, no. Non l'ho mai vista, e s'è qua.-

    Passano molte persone quando c'è la biennale?

    - No, bisogna osservare arrivare i vaporetti... Io g'ho il pontile proprio di fronte alla mia via, e allora vedo i turisti che van.

    (due ragazze, diciotto - vent'anni, all'ingresso dei giardini) - Non l'abbiamo ancora visitata-

    Mai?

    (all'unisono) -No-

    Ne avete mai seguito iniziative? (performances, azioni, concerti - mostre parallele anche gratuite)

    - No, veramente non più di tanto-

    (L'altra)- Notiamo solo che c'è molta più gente-

    (Ad un gruppo misto, trentacinque - quarant' anni, con due grossi cani al guinzaglio)

    Come vedete la Biennale d'Arti Visive? (il cane da pastore tedesco ulula all'altro cane)

    - Ecco (esclama il proprietario), io credo che (il cane) non ne pensi tanto bene perché glie g'ha priva' di quasi tutti i giardini; da quest'anno li han chiusi quasi tutti. Questo è il primo anno-

    (Una giovane signora, allontanandosi con l'altro cane, forse uno snowzer) -La biennale va ben, ma...-

    (Mi allontano in fretta dalla scena)

    (Un giovane ambulante, piuttosto determinato) No, non m'interessa proprio niente. Ci sono turisti, qualcosa di passaggio...qualcuno. I turisti della biennale sono quelli che mangiano una pera, guardano il menù e non vanno neanche dentro al ristorante...Ovviamente è caro; mangiano una di queste (prende una piccola pera verde). Passano, ci sono i turisti ma non è il turismo "buono". Da settembre il turismo è buono.-

    (Verso San Marco, una commerciante nel proprio negozio sontuosamente arredato) - Per conto mio va benissimo-

    Ha mai visitato un'Esposizione?

    - Eh, tante! Ne ho viste tante e so che vengono sempre migliori, ma sempre la gente con questo caldo, sa... è un po' così. Per noi va bene, perché è tutta gente che magari certe cose... vengono dentro, le prendono, le provano. Poi siamo a Venezia, su questo posto...- Con un gesto sottolinea la bella architettura circostante) - Dovrebbero... sa cosa? Fare di più! Quest'anno, va bene, ma anche il prossimo anno magari far tenere il padiglione aperto, così...dell'Italia, quelle cose lì... E allora noi lavoriamo con quei. Speriamo che venga qualcosa in più, perchè a noi va tutto bene-

    Come vede la Biennale di Venezia?

    (In un chiosco, una commerciante di bibite con il suo figliolone sui venticinque anni) - Cosa?- (al figlio) - Caro, amore...scusi un attimo perché io...un attimino, perché lui sa...- (Il figlio si affretta a simulare una telefonata a cellulare spento, per darsi impegnato, e gesticola affannosamente rosso in viso).

    (Un'altra, giovanissima) - Non so, per dire la verità. Io non l'ho vista la Biennale di Venezia e non so giudicare. Cioè, probabilmente ci porterà più gente sicuramente, ma non è che Venezia cambi .

    (un gondoliere, l'unico senza turisti, pallido ma scuro in viso) - Oh, io lavoro e non ho voglia di parlarne, non sono in grado di rispondere perché sono sempre impegnato-

    (mi congedo con un) Buon proseguimento di lavoro.

    (Due albergatori, uno visibilmente più anziano) Positivo, si, si...per il rientro economico.-

    (L'altro, serio in volto) - Si lavora di più quando c'è la bienal-

    Anche in zone più marginali, rispetto agli eventi legati alla manifestazione?

    - Certamente; noi in concomitanza con le date dell'inaugurazione dell'esposizione in generale registriamo il "tutto esaurito" a volte alla pari di altri eventi più "popolari", come il carnevale o la regata storica.-

    (Fruttivendola) - Io non vedo la Bienal, ma se devo dirlo è uno schifo. Ho un artista in casa, mio figlio. Mio marito mi dice:<<gnorantòna, te devi andare a vederla>>, ma io non ne capisco, con tutte quelle cose grandi- (gesticola ad ampi movimenti) - e strane... Si, si vede più gente ma è di passaggio e non compra nulla -.

    (Coniugi sui sessantacinque anni, viste tutte le biennali, con conoscenza del panorama artistico contemporaneo) - E' difficile capire cosa pensano i veneziani della Biennale. I veneziani sono per definizione al 50 %: bastian contrari. Se uno dice bello l'altro dice brutto. Non c'è da stupirsi se una biennale è bella , che l'altra metà dica il contrario. E' bello che si veda attraverso la biennale quel che sta avvenendo nel mondo-

    (il coniuge osserva) - Credo ci sia una preponderanza degli artisti stranieri rispetto agli italiani-

    Ma forse questo selettivo "rigore" consente una lettura più oggettiva della realtà artistica mondiale?

    (la signora, pacatamente) - A ben pensarci si; forse è questa la realtà shockante di ciò che sta avvenendo in giro e che Venezia può attraverso questa esposizione conoscere e divulgare.-

    (Una giornalista) - Vede, così come molti altri eventi, noi Veneziani "subiamo" la biennale.-

    (Una ragazza, venticinque - trent'anni in tenuta ginnica seduta su un molo all'arsenale) - Venezia accetta moltissime iniziative legate alla cultura e al turismo, ma noi veneziani ci vediamo passare addosso migliaia di turisti-

    Dodici milioni di persone l'anno (le preciso)

    Appunto. Ma è un po' come quando si va al luna-park e non si bada a dove si getta la carta delle caramelle. E così a fine giornata ci troviamo noi con i "souvenirs" (guarda al cielo) degli imballi dei rullini fotografici, i biglietti stracciati, le bottiglie vuote di plastica. Ogni giorno è come una messa in scena in una scenografia che invece è vera, fatta di gente, di case, di vita e problemi reali.-

    Ma non c'è in tutto questo una compensazione con una sorta di "orgoglio-vanità" di chi sa o pensa di abitare in una calviniana città-gioiello?

    (Risponde pronta e niente affatto sorpresa) - Forse si, ma alla fin fine questo gioiello rischia di opacizzarsi, di sfaldarsi; i problemi della laguna son tanti è la città non è eterna.-

    ...Ma io ho avuto come l'impressione, da esterno, che molti "affaristi" vogliano sfruttare al massimo la situazione del guadagno spicciolo, a breve gittata, fin tanto la natura della città lo permette. Mi sento, in quanto "straniero", un oggetto da spremere per trarre guadagni immediati, una cosa che mangia, dorme e viaggia, e deve farlo fa in maniera esosa. Non sarebbe bello se fossero i veneziani ad intervistare i forestieri per cercare del buono, al di là del business spicciolo, in questo turn-over fatto di spettatori, ma anche studiosi e intellettuali, ma anche ambientalisti ed altro?

    -E' vero- (esclama distaccata guardando il mare) -Ma noi siamo stanchi di veder gente di passaggio, da Goethe a Bach a Mann a Byron, che lasciano a volte solo una lapide su una facciata . Se Venezia sprofonda non ne resterà che un po' di dolore e un ricordo enciclopedico, ma i danni veri li subiamo noialtri............... La biennale è una delle tante cose che ci piovono addosso, decise in chissà quale posto d'Italia o del mondo, e "la serenissima" ne è solo il contenitore patinato"-

    Ma non c'è stata una crescita intellettuale anche grazie a questo?

    (Scuote la testa in segno di evidente dissenso) - Io non penso proprio. Si, forse negli alti salotti damascati, ma i più, la gente continua a vivere del quotidiano, che comunque è intriso di una ricca storia di cultura autogena. Guardi là- (indica dei paesaggisti che vendono acquerelli del canal Grande) - Lo fanno da cent'anni, e tutta quella roba là dell'arte contemporanea a quelli là non li ha neanche sfiorati.

    Anche la biennale, così come il cinema e quant'altro, è una promessa, un contentino per artisti, stars e arrivisti del jet set; perché il mondo, anche lontano, vede Venezia come Status symbol, una disneyland da visitare a tutti i costi e di cui conservare solo un ricordo incantevole. Un bel tappeto da calpestare e da raccontare.

    Per questo gli albergatori chiedono dollari- (conclude) -perchè in realtà sono la sola cosa in grado di lasciare (mi saluta e prosegue il suo jogging).

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    3) CON ORESTE ALLA BIENNALE

    Il 7 agosto 1999, giorno fissato sul palinsesto per l'operazione, il lavoro è praticamente finito fin dall'apertura del padiglione. In effetti il grosso dell'operazione è stato imperniato attorno alle interviste svolte per le calli nei giorni precedenti.

    Già alle 10.00 organizzo la postazione di lavoro per sbobinare i nastri registrati. Inizio a trascrivere un poco a penna, un po' sul computer, così da poter avviare il successivo lavoro di relazione, che costituirà l'elaborato effettivo.

    Il "Mala-Pazzaglia", destreggiandosi nei meandri informatici mi suggerisce scorciatoie per semplificare il lavoro futuro.

    Le gentili responsabili dell'ufficio stampa del Settore Arti Visive della Biennale non tardano a diffondere i comunicati attraverso gli altoparlanti dei giardini.

    Tre cordialissime hostess della Biennale curano le traduzioni anglo - veneziane per lo stampato esplicativo dell'evento

    La giornata procede con calma, silenzioso interesse dei fruitori, domande sull'evento, sullo spazio "Oreste", sull'acqua fresca del distributore - frigo collocato nel padiglione. Qualche visita di amici - artisti, qualche breve intervista da parte di alcuni rappresentanti di associazioni o testate locali frammezzano il lavoro di trascrizione delle registrazioni.

    Le considerazioni che accompagnano il completamento dell'operazione vertono su temi ben delineati. Perché chiedere alla gente "comune" del posto (e non ai tecnici del settore) cosa pensano di una manifestazione artistica del livello storico della Biennale di Venezia? La risposta la danno gli stessi intervistati, con le loro spontanee e spesso tenere affermazioni, schive dagli interessi culturali-territoriali che spesso avvelenano i rapporti interpersonali di operatori e volontari del settore artistico. Probabilmente le dichiarazioni "folkloristiche" sono anche più divertenti, ma (cosa fondamentale) mai coatte e in, quanto spontanee, ricche di spunti autentici.

    L'appunto a questa operazione è stato fatto sulla sua frettolosa approssimazione, relativa ai contatti con le istituzioni ed associazioni locali, ed alla data "vacanziera" prescelta; ma al di là dei problemi organizzativi legati alle operazioni autofinanziate, è piuttosto difficile riunire più pareri, interessi e persone su un tema che benché affiancato a realtà territoriali ha un respiro ampio come il mondo. …E così le risposte di alcune associazioni e/o istituzioni invitate al dibattito sono state le più disparate, a volte legate a fattori caratteriali degli individui contattati e a volte spinte da circostanze diverse. Personalmente la mia esperienza positiva è stata la conoscenza di una città vissuta sempre e solo da "turista", la sua accoglienza e la sua straordinaria bellezza, talvolta consapevolmente fatiscente.

     

     

     

     

     

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    Data are lost in Space

     

    Il 2000 che mi aspettavo da bambino era un po’ diverso da questo.

    La televisione, i fumetti ed il cinema prospettavano un futuro fatto di ambientazioni spaziali, macchine volanti, trasmissioni di pensiero, raggi capaci di trasferire gli uomini nello spazio e nel tempo.

    Ed invece abbiamo ancora i piedi per terra, non viviamo (solo) di pillole e ci urtiamo per strada.

    Ma siamo corpi immersi in onde elettromagnetiche…miliardi di dati in forma di neutrini che ci attraversano invisibili ed indecifrabili. Ci lambiscono o consumano, testimoni incorporei dello scibile e del banale.

    Come in un film del ventesimo secolo, ci sono dati smarriti nell'universo.

     

     

     

     

     

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    "DATA ARE LOST IN SPACE"

    Anno 2000

    Lith, tv non sintonizzato, onde radio di stazioni non sintonizzate, interazioni ambientali e comportamentali.

    Dimensioni variabili

     

     

     

     

     

     

    Collezione del M.tro Giorgio Sollazzi

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    CAPITOLO (elemento), 1993-1998

    tronetto in cristallo e fosforo, spartito, elementi elettrici

    cm. 150 x 100 x 60

     

     

     

     

      

     

     

     

     

     

     

     

     

    SUBMEDIA, 2000-2001

    accrochage elettronico, supporti digitali

    dimensioni variabili

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    DIS'ARTE, 1995 - 1999

    stampa digitale

    dimensioni variabili

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    EX DATA (codice Celestiniano), 2000

    supporti digitali, bronzo, cristallo

    cm. 105 x 124 x 5,5

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     ISOLA, 1998

    installazione: ferro, computer, nastro magnetico, sale laser

    dimensioni ambientali

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    JE SUIS LE MONDE, 1992

    rame, bronzo, filo

    diametro cm. 9

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    FILE S4, 1999

    supporti digitali

    dimensioni variabili

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    DITTICO  1994-1995

    ossidi su tela e ferro

    moduli cm. 70 x 70 x 4

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     TECHE, 1992-2001

    Tecniche e dimensioni variabili

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     <<10 a.m. - 1 p.m.>>, 1990

    video + installazione

    dimensioni variabili

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     EINE WOGENDE KUGEL, 1995-2001

    tecniche e dimensioni variabili

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

      CODICE FITOGENETICO, 2000

    stampa digitale

    cm 55,5 x 38 x 4

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     MESSAGGIO D'ERRORE (in memoria di Tullio Catalano), 2000

    stampa digitale, teca, bisturi

    cm 45 x 65

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     NAUMACHIA, 1992

    ferro

    moduli cm 30 x 30 x 5

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     CAPITOLO, 1998

    Esecuzione musicale

    Francesco Dillon su brano del m.tro Giorgio Sollazzi

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     BRAINSTORMING, 2000

    progetto, ossidi su carta

    cm 12 x 20

     

     

     

     

     

     

     

      

     

     

     

     

     

     

     

     CAPITOLO, 1998

    installazione, interazioni ambientali e comportamentali

    dimensioni ambientali

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     TECA, 1992

    piombo, cristallo, oggetto

    cm.  26 x 11,7 x 4,2

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     ALLARTE, 1995-1998

    sale, ossido su ferro

    cm. 130 x 100 x 190 

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     ALLARTE, 1998

    ossidi su carta

    cm. 9 x 13

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     ParaBellum, 1992

    libro di piombo

    cm 13,9 x 22,4 x 7

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     PORTFOLIO, 1996

    stampe e bitume su 16 tavole

    dimensioni complessive variabili (min. cm. 300 x 200)

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

      

     

    E' un lavoro che comprende tutti i precedenti.

    O comunque molti.

    Così come ogni "Book" ha un frontespizio, una sentinella custode vedetta.

    A parte.

    Gli sportelli provengono dal collegio frequentato da ragazzino; molto De Amicis, tutto

    naftalina e cera.

    Dopo "Portfolio" il lavoro è cambiato. Dal Bignami sono approdato ad un'Enciclopedia Multimediale.

    Con poca spesa

     

     

     

     

     

     

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    INDICE :

     

    CURRICULUM

     

    PRINCIPALI PARTECIPAZIONI ARTISTICHE


    1996-2001

    1991-1995

    1982-1994

     

    RASSEGNA CRITICA

     

    RASSEGNA STAMPA E CATALOGHI

     

    GALLERIE

     

    IMMAGINI

    Capitolo

    Dis'arte

    Data are lost in space

    Ex Data

    Je suis le monde

    Messaggio d'errore

    File s 4

    Non system disk

    10 a.m - 1 p m.

    All'Arte

    All'Arte (disegno)

    Eine Wogende Kugel

    Isola

    Leaves

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